Il software #1 per il calcolo delle strutture in acciaio

CONSTEEL

DIFFERENZE RISPETTO AI SOFTWARE TRADIZIONALI

Si illustrano ora i motivi per cui solo Consteel può applicare certi metodi di analisi e di calcolo e, in generale, le caratteristiche che lo rendono un software unico nel mercato.

STRUMENTI GLOBALI PER L’ANALISI DI BUCKLING

La stima corretta del comportamento strutturale e della torsione non uniforme sugli elementi, colta esclusivamente dall’elemento beam a 7 gradi di libertà, consente di stimare tutte le modalità di buckling di un elemento, come indicato nella tabella a seguire.

Tale stima, corretta e completa, consente di proporre un risultato d’insieme, nella certezza di non aver trascurato effetti che possano essere rilevanti nel comportamento strutturale.

Ne derivano numerosi vantaggi operativi: uno su tutti, la possibilità di applicare il metodo generale dell’Eurocodice per lo svolgimento delle verifiche di stabilità. L’utente non deve definire i coefficienti per la determinazione della snellezza, perché il metodo non lo richiede; può inoltre verificare ad instabilità anche gli elementi rastremati.

Le verifiche di stabilità possono così essere svolte in maniera automatizzata e realmente in grado di cogliere l’essenza della struttura: il progettista non deve più applicare approssimazione che rendono il flusso di lavoro poco performante e che inducono spesso a sovradimensionamenti.

APPLICAZIONE DEL METODO GENERALE DELL’EC3

Consteel consente di applicare il metodo genereale dell’Eurocodice 3, grazie ai risultati raccolti dall’analisi globale di buckling.

L’applicazione del metodo prevede il calcolo del coefficiente di ingrandimento “alfa”, che richiede la valutazione degli sforzi interni negli elementi e la stima degli effetti imperfezioni equivalenti con analisi del II ordine.

Consteel consente di applicare in automatico il metodo generale dell’Eurocodice 3, grazie ai risultati raccolti dall’analisi globale di buckling.

Per capire la versatilità e l’accuratezza del metodo, è importante ricordare quali siano i limiti dei metodi “tradizionali” per la verifica di stabilità. Tali metodi prevedono la definizione manuale di un coefficiente “beta” per determinare la lunghezza di libera inflessione e, conseguentemente, svolgere la verifica.

La stima manuale del coefficiente, tuttavia:

  • è poco efficiente;
  • obbliga l’utente a formulare ipotesi spesso conservative;
  • può quindi determinare sovradimensionamenti, che comunque non colgono la reale natura del problema strutturale!

I metodi tradizionali per il calcolo dell’instabilità sono quindi caratterizzati da forte limiti intrinseci, impossibili da superare.

Il metodo generale, implementato da Consteel:

  • è applicabile, grazie al calcolo degli autovalori di ciascuna possibile forma di buckling tramite analisi del II ordine che considerino anche gli effetti delle imperfezioni equivalenti;
  • deriva dall’analisi globale di buckling: non può quindi essere implementato dai software con beam a 6 DOFs;
  • non impone semplificazioni all’utente;
  • è completamente automatizzato.
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